Bagheria: nel paese di Tornatore, parlando con Conte

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Bagheria: nel paese di Tornatore, parlando con Conte

Il tour degli Juventus Club DOC de IlBiancoNero.com arriva oggi a Bagheria. Nel comune siciliano che ha dato i natali al regista premio Oscar Giuseppe Tornatore è stato fondato uno dei centri bianconeri più attivi dell’isola. Della sua storia e delle esperienze delle ultime stagioni, con particolare attenzione ai tecnici del nuovo quinquennio d’oro, ci ha parlato il presidente Giuseppe Pietro Fricano.

Come è sorta l’idea di fondare uno Juventus Club a Baarìa?

La fondazione risale al 19 luglio 2012. Insieme ad alcuni amici eravamo stati a vedere l’ultima partita di Alessandro Del Piero, c’era molta voglia di Juve e questa atmosfera ci ha spinto a realizzare questo progetto. Qui da noi c’era un club bianconero 10 anni fa, ma non aveva la denominazione DOC. Abbiamo radunato subito 100 soci, diciamo che siamo partiti con il piede giusto.

Perché la decisione di intitolarlo “Sicilia Bianconera”?

Nessuno aveva scelto questo nome qui in Sicilia. Invece di utilizzare il nome di qualche calciatore, abbiamo scelto di rappresentare la ragione intera. In fondo abbiamo soci a Palermo, a Castelvetrano, non solo a Bagheria. Questo ovviamente dipende tutto dall’appeal che ti crei: noi siamo sempre allo Stadium e puntiamo su un club di qualità e non di quantità.

Eppure avete raccolto diversi iscritti. Cosa ci può dire dei vostri tifosi?

Siamo 175 soci e siamo orgogliosi di poter contare su una bella presenza femminile. Ci sono molte “quote rosa”, diciamo. Il club è quasi una famiglia, va dai bambini di 6 anni fino al socio più anziano che ha 70 anni. Tutta gente che crede fermamente nella Juventus. La nostra sede è abbastanza grande, c’è uno zoccolo duro di 40-50 persone che è sempre presente. Ma spesso ci troviamo anche fuori, organizziamo grigliate in un villino, ceniamo insieme… Si crea un’aggregazione importante.

C’è stato un momento che l’ha emozionata particolarmente in questi cinque anni? 

Quando Antonio Conte è venuto a Bagheria. Era a cena in un ristorante con Perinetti e Boscaglia ed è stato così gentile da riceverci dopo che lo avevamo chiamato. Non volevamo certo disturbarlo. E’ accaduto dopo Juventus-Real Madrid 2-2 e il match contro il Napoli vinto per 3-0. Quell’incontro ci ha restituito l’immagine di uno juventino fino al midollo. Abbiamo parlato a lungo di calcio e dopo è venuto persino al nostro club, dove abbiamo scattato alcune foto. E’ una grande persona e un grande allenatore. Adesso ci piacerebbe ripetere l’esperienza con Max Allegri, che questa estate verrà a Palermo per fare il testimone di nozze.

Ricorda una partita che ha infiammato particolarmente il club? 

Il match che ci ha coinvolto di più è stato quello contro il Chelsea del 2012, in sede c’era il pienone. Ma posso citare anche la finale di Berlino contro il Barcellona: 7 soci sono andati a vederla portando in alto i nostri colori. E’ sempre bello rendere felici dei tifosi. Per Juventus-Barcellona di quest’anno abbiamo mandato due ragazzi nella curva nord primo anello, appena dietro la porta di Buffon: hanno deciso di regalarci la sciarpa della partita, è qualcosa che ci rende molto orgogliosi. Questo è il club.

E per il futuro cosa si augura? 

Di vincere la Champions League, ovviamente, ma non solo. Vorrei vincerla in maniera netta, con un 3-0, in modo da dimostrare di essere tornati definitivamente ai vertici europei. Sarebbe bello stravincerla.

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